La spesa e l’impresa

1.Una impresa impossibile e una possibile

Non si può scrivere un manuale per comporre una canzone. Quello che si può fare è ragionare al contrario, individuare cioè a posteriori alcuni espedienti, per costruire una specie di arsenale di soluzioni tecniche a disposizione di chi voglia scrivere (per esempio) una canzone. La prospettiva è radicalmente diversa: è come acquisire degli attrezzi per scolpire. Essi non sono la sostanza della scultura ma aiutano.

2.Cos’è una canzone?

Canzone o † canzona [lat. Cantione, da cantus, canto av.1250]
1 Componimento lirico sorto in rapporto con la musica, formato da più stanze che in origine si corrispondevano per numero, disposizione di versi, (prevalentemente endecasillabi e settenari) e intreccio di rime, ed erano seguite da un commiato:c. dantesca, petrarchesca/ C. libera leopardiana, nella quale la divisione in stanze non è più vincolata da schemi precisi/ c. pindarica che nella divisione in strofe, antistrofe, epodo, si ricollega ad esemplari classici/ C. a ballo, ballata, c. di gesta, poema epico medievale che canta le imprese dei cavalieri.
2. Composizione per canto e strumenti, orecchiabile, solitamente con ritornello; c.; il festival della c.3. (fig.) ciò che si ripete con frequenza producendo un effetto di monotonia: in ufficio è sempre la stessa c. […]
(Zingarelli 2002)

Il contesto è ampio. E’ necessario però circoscrivere il discorso il più possibile: atteniamoci alla definizione 2 (facendo finta di non esserci offesi per la così scarsa considerazione). Della definizione 3, non sottovaluterei l’esplicito riferimento al “ripetere”.

2.1.Struttura e ripetizioni.
La canzone, dunque, consta di una parte musicale e di un testo organizzati in una struttura che può essere di infiniti tipi. E’ in molti casi caratterizzata da ripetizioni: si ripete la struttura e la melodia delle strofe, la melodia e le parole del refrain o ritornello…
Le ripetizioni della musica e del testo hanno il compito di condurre l’ascoltatore su sentieri noti, di rendere l’intero componimento, da subito, familiare; il refrain offre da subito la possibilità di unirsi al coro:caratteristiche -come dire?- altamente socializzanti, che invitano alla partecipazione, alla condivisione. Molte composizioni di carattere popolare (in ogni senso) hanno forti caratteristiche di ripetitività. I gospel, il blues, il rock, gli stornelli …

3.Musica e testo:

Nonostante le riflessioni sul testo siano molto diverse da quelle relative alla musica, si può, credo, fare lo sforzo di provare a tenere insieme le due cose nella convinzione che in entrambi i casi si tratta pur sempre di linguaggi.
Un testo ha già di per sé dei suoni (vocali e consonanti) ed una musica reca in sè dei significanti che possono essere denotati . Semplificando si può affermare che la musica è di per sè un testo (un tessuto di significanti) ed il testo, pronunciato, è già una musica (combinazioni di suoni).

4 .I suoni nel testo e corrispondenze fra suoni

In un testo, le consonanti possono determinare degli effetti simili a quelli delle percussioni e le vocali recano già delle caratteristiche quantomeno timbriche; le sillabe (cioè vocali e consonanti insieme) hanno caratteristiche ritmiche, ed influenzano, con i relativi accenti tonici, la durata delle emissioni vocali.
Il più famoso degli espedienti fonici usati dai poeti, la rima, altro non è che una corrispondenza di suoni; essa può generare delle corrispondenze, degli echi anche nel significato.
Corrispondenze, somiglianze fra i versi possono assumere più o meno la stessa funzione di corrispondenze e somiglianze nelle parti musicali. Il refrain o ritornello è il caso in cui queste corrispondenze sono totali o quasi.

5.La musica nel testo.

Un testo, abbiamo detto, ha già di per sé della musica dentro, che dipende dai fonemi (~ vocali e consonanti). Le vocali e le consonanti tendono, se usate ad hoc, a creare delle interazioni, quasi dei rimbalzi fra le parole.
In un estremo sforzo di chiarezza possiamo dire che dentro un testo c’è già, per esempio una batteria, cioè dei piatti, dei tamburi: le consonanti: Pronunciamo solo le consonanti di una parola ed avremo un suono che ricorda delle percussioni.
In un testo ci sono, poi, anche degli strumenti a cui assegnare una partitura melodica: le vocali.
Che lo si voglia o no, i suoni di un testo interagiscono sempre con la parte musicale vera e propria.

6.Giocare con le parole.
Giocare con le parole significa preoccuparsi anche di altri tipi di relazioni possibili: grammaticali, sintattiche, retoriche, morfologiche… e con il contributo dell’accompagnamento musicale queste relazioni aumentano esponenzialmente.
Uno dei piaceri di questo gioco risiede proprio nella scoperta delle possibilità. Scegliere le parole, prestando attenzione alla loro capacità di giocare fra loro dentro un verso e una strofa, è una possibilità da non sottovalutare. Particolari scelte potranno fare in modo che, in un punto, un verso acceleri improvvisamente come pigiando sull’acceleratore, oppure freni di botto, oppure aumenti pian piano la velocità e, magari, abbia più forza, si imprima meglio nella memoria di chi ascolta, ne tenga viva l’attenzione o, al contrario lo addormenti in attesa di qualcosa che deve arrivare… e così via.

8.Del Perché, come dice Guccini, “gli americani ci fregano con la lingua”
La fortuna della lingua inglese in quest’epoca è determinata da motivi storici, politici, economici sociali… ma anche da alcune sue peculiarità: la decantata semplicità della grammatica, ad esempio ma anche la lunghezza delle parole.
Le parole inglesi sono molto corte e perciò più incisive in quest’epoca di grande velocità. Parole corte, molte delle quali addirittura monosillabiche, permettono grandi acrobazie in poco spazio:

Inglese Numero sillabe Italiano Numero Sillabe
Rock and roll 3 Dondola e rotola 7
Car 1 Automobile 5
Song 1 Canzone 3
…et cetera.

9.Di chi trasmette, di chi riceve, del mare che è in mezzo e del perché l’opera vive di una vita propria anche se non cade un fulmine.

Le canzoni inglesi ed americane più fortunate piacciono anche a chi non capisce l’inglese proprio perché, come già detto, non ci sono solo ragioni linguistiche, ma anche sociali, economiche, politiche et cetera… E’ la musica, il primo motore di una canzone, quello che le guadagna un interesse da parte del pubblico, oltre che il primo linguaggio comprensibile a tutti gli esseri umani.
C’è però un’altra componente che rende i testi delle canzoni in una lingua straniera affascinanti anche per chi non li capisce: non capire genera uno sforzo di comprensione (più o meno forte a seconda della motivazione) che attiva un meccanismo creativo di ri -costruzione del messaggio: visto che per il linguaggio dato la nostra mente non dispone di convertitori appropriati, immaginiamo, idealizziamo. Quante volte ci sarà capitato di rimanere delusi nel leggere un testo di una canzone di cui avevamo inteso solo qualche frammento e c’era sembrato bellissimo? Questa componente è sempre presente ed è un meccanismo noto: c’è sempre una operazione di re- invenzione del messaggio da parte di chi lo riceve che dipende dal fatto che l’esperienza è comunque soggettiva.

10.Del perché questo discorso c’entra molto con il rock, il pop, il blues, il folk, i veri poeti e poco con gli intellettuali snob.

Ciò sapendo, si può, sia con le parole che con la musica, lasciare dei margini in cui il destinatario del nostro intervento possa esercitare liberamente la sua capacità di re-invenzione.
Nel testo, ad esempio, le cosiddette figure retoriche (come la metafora, la similitudine…) arricchiscono il linguaggio di tratti sfumati e nello stesso tempo simbolici, forse onirici, che tendono (è questa la scommessa) verso una forma di comunicazione, e quindi di comprensione, più profonda. Di figure retoriche è piena la lingua parlata e ne è pienissimo il dialetto ed ogni gergo. Liberiamo perciò ogni operazione poetica dal sospetto di snobismo da un lato e di mollezza dall’altro: che c’è di più rude e popolare del dialetto? E che c’è di più rude e popolare del linguaggio figurato?

Alcuni esempi:

(Metafore)

Sei un pazzo
Vai al diavolo;
Scendi sulla terra

(iperboli)

Pesi un quintale
La tua musica mi spacca i timpani

(sineddochi)

Sposta le tue quattro ruote
Gira i tacchi

(Similitudini)

Rispondi come un cane
Te faccio fa’ gnaù come ‘na jatta (mista)

Foto di Mariella Riccobono

Nella musica rock (in senso lato) non è inusuale imbattersi in sonorità cosiddette sporche, in cui una tessitura armonica imprecisa può risultare più interessante di una accurata. Dal blues si è diffuso l’uso delle cosiddette blue -notes, note imprecise che vengono ottenute (ad esempio) stirando un po’ le corde della chitarra. Da un fa, poniamo, si può ottenere una nota che non è un fa, è un po’ più su del fa ma non è un sol bemolle e non aspira nemmeno ad essere catalogata come quarto di tono: è semplicemente una nota imprecisa, vaga, leggermente stonata, fuori persino dal pieno controllo del musicista: è una nota vaga, misteriosa, idealizzabile.

11.Perché scrivere una canzone?

Il cantastorie si prende ( -va) la briga di narrare una storia in musica. Usa melodie semplici e versi organizzati in un un’andamento ripetitivo. L’usare due mezzi (musica e parole ) in luogo di uno (solo parole) ha lo scopo di: far seguire meglio il racconto, arrivare più lontano possibile, richiamare più gente, tenerne più viva l’attenzione, far più soldi (comunque troppi), non fare un lavoro più faticoso … Sceglie di farlo perché è convinto di usare un mezzo che gli è congeniale e che sa usare bene.
Una canzone ambisce, in un tempo limitato, con il concorso di note e fonemi, a costituire una unità conclusa . La sequenza dei suoni che contiene può considerarsi un discorso, un percorso con i suoi significanti che possono essere denotati similmente a quanto avviene per le frasi.
La canzone, usa una combinazione di linguaggi ( musica e testo) che può accedere sia a capacità di denotazione innate, naturali (la musica ), che a quelle più mediate, culturali, sincroniche (il testo).

12.Gli schemi e la trasgressione

Chiunque si cimenti sistematicamente in operazioni creative è costretto prima o poi a preoccuparsi del contesto, del sistema e delle sue regole, del mezzo, del destinatario (vogliamo dire target ?) e di infinite altre variabili.
Ogni schema si può rompere, ogni regola si può infrangere e mi sembra che trasgredire altro non sia che un metodo, una tecnica per cercare forme nuove; il problema che rimane è riempire queste forme; noi possiamo smontarle, rimontarle al contrario, cercare di romperle ed è un esercizio utile che assume il valore di vera ricerca se fatto con gli occhi aperti, con la consapevolezza di giocare con un mezzo, un veicolo che da solo non sa dove andare.
Sei tu che guidi, sei tu che scegli la strada, ma… Se il cosiddetto spettatore, l’ascoltatore, l’osservatore, insomma il pubblico, decide di salire con te su quel tuo veicolo, sarà lui a decidere dove guardare, da cosa lasciarsi colpire. Può capitare che lui semplicemente si addormenti. E tu ti infuri perché invece ti aspettavi che fosse ben sveglio e anzi ti facesse i complimenti per aver scelto una strada così bella e suggestiva…
In quel momento una buca della strada fa sobbalzare il al veicolo e il tuo amico si ri- sveglia, anche se tende sempre a ri -addormentarsi; allora svolti, fai una curva, prendi un sentiero che si inerpica in salita e poi di botto ridiscende e vedi che la tecnica funziona… vedi che adesso è ben sveglio, ha gli occhi spalancati (forse si diverte) e si regge forte alla maniglia…
Chissà se alla fine ti ringrazierà per avergli mostrato luoghi nuovi; chissà se almeno gli sarà venuta voglia di viaggiare di più in strade per lui inconsuete o… se sarà semplicemente irritato perché tu gli hai impedito di dormire.

(Eugenio Incarnati)

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s